Creazioni uniche o a tiratura limitata di : * Bigiotteria creativa e amuleti magici con materiale naturali o riciclati : ossa, conchiglie, legno, galle di quercia , pietre semipreziose, vetri di murano, rame, ottone, stoffa, plastica
* Decorazioni a : * Mosaico * Pirografia * Decoupage *Pittura su stoffa, legno, ceramica, pietra * Quadri su vari supporti * Sculture in cartapesta e plastica riciclata * Articoli vari in print on demand
Questa e' la storia di Manfredo dei Mlo't (detto il Malabraga ) e della sua consorte Romilda
" Le avventure di Manfredo e Romilda "
di Matteo Melotti
( parte seconda )
Borgo Realte, un paese sugli argini dei canali, zona di confine alle porte della città, un vero e proprio sparti acque tra la palude e la foresta, intricata boscaglia di torri che è Bononia, un orgia di ricatti, peccati e potere, dove i gaudenti si destreggiavano con la disinvoltura di chi gioca a scacchi, con astuzia e misericordia, con lo sguardo del buon padre dall'alto dei colli e dalla caotica quiete di caxaralta ... un Sinai dell'Egitto ferrarese come era uso dire ,il Malabraga, nei suoi deliranti racconti, in osteria e nei cortili. Durante le sue visite ai bisognosi, tra un goccio d'ippocrasso, ed una fetta di salame, s'intratteneva con i monelli che gli ronzavano intorno un pò per gioco e un pò nella speranza di ottenere una fetta di formaggio o un tozzo pane … Manfredo non è studiato, eppure la terra santa gli ha insegnato tanto, donandogli una saggezza rara, anche tra i suoi confratelli, attraverso le sue storie, trasmetteva i valori di rispetto ed amore, che contrastavano con la dura vita sulle rive del Navile, le prediche del nostro sant'uomo non erano ben viste dalla chiesa, benchè tollerava, anche mal celando accennati sorrisi come fossero, bestemmie di villano, quando bisognava partire per una ronda o una battaglia, Manfredo veniva avvisato per ultimo, se non si riusciva ad allertarlo in osteria con messaggi in codice, segni, gesti ed altri espedienti, bastava un sasso tirato da un cinno con la fionda contro gli scuri della bottega per far scattare il nostro eroe, che sempre con la sua flemmatica eleganza dei suoi modi gentili, e l'affettuosa premura che riservava a sua moglie, si congedava con un bacio sulla fronte e un romantico sussurrato: " torno subito "… dopo di che, seguiva la battaglia più dura e sanguinosa per Manfredo, il convincere Romilda a stare a casa e non seguirlo ogni volta che si andava alla guerra … anche in quei momenti tragici, dove le donne, rassegnate salutavano i loro mariti, e le madri stringevano al petto i loro figli, strattonate dai padri che bestemmiando preparavano i bagagli sui carri, il Malabraga era già in azione, falcione in mano e soprattutto scudo, cercava di fuggire aiutato dai compagni dalla Romilda che sbraitando con la mannaia al cielo, fingeva di tagliare le carote viola sul ceppo con la grazia del boia, con le mani impiastricciate di porpora che pareva sangue del nemico, ed anche la chiamata alle armi a Casa Realte si trasformava in una commedia macabra, d'un bagordo tra moglie e marito in cui quanto mai era assai pericoloso mettervi il dito ...
Per i nostri gioielli
usiamo le galle di knopper perché hanno anche usi magici, queste galle
nodose e con forma bizzarra da sembrare un opera d'arte possono essere usate
come amuleti di protezione perché possiedono tutte le stesse proprietà magiche
della quercia tra cui forza, fertilità, stabilità, guarigione e fortuna ...
oltre ad essere più rare qui in Italia le abbiamo trovate per caso in Emilia Romagna
... nelle altre regioni credo siano poco diffuse ...
Per fare i nostri gioielli amuleti aspettiamo il momento giusto per raccogliere
le galle da terra senza danneggiare la pianta dopo che la piccola vespa e
uscita dal suo nido (la galla) le puliamo ma non le trattiamo con vernici o
simili per mantenere le loro proprietà diciamo magiche ... ( alcune pero sono
state dipinte ) quindi temono l'umidità e l'acqua e sarebbe meglio non bagnarle
perché potrebbero rovinarsi ....
Serie di bracciali realizzati a mano con pietre dure, perle di fiume, cristalli e separatori in metallo imitazione Pandora, montati su cavetto d'acciaio per bigiotteria con chiusura a moschettone e con aggiunta di una catenina il tutto in acciaio nichel freee, La lunghezza dei bracciali e di 17 cm circa ma con la catenina e di 23 cm circa,e possibile realizzarne altri simili un pochino piu lunghi
Questa parure é un pezzo unico realizzata a mano con
filo di rame e perle bianche di fiume barocche ...
è ormai noto come la perla sia un simbolo lunare, legato all’acqua e alla donna. La perla, infatti, rappresenta il principio Yin: essa è il simbolo essenziale della femminilità creatrice. Il simbolismo sessuale della conchiglia comunica ginecologiche e funerarie che rendono le perle magiche e che collegano le stesse a tutte le culture che le hanno adoperate tutte le forze in cui è coinvolta. L’identificazione della perla con il feto le conferisce delle proprietà riproduttive ed ostetriche. Ed è proprio da questo triplo simbolismo, Luna-Acqua-Donna, che derivano le proprietà medicinali ... mentre il rame è un metallo rossastro, con una elevata conducibilità elettrica e termica (tra i metalli puri a temperatura ambiente, solo argento ha una conducibilità elettrica superiore). Il rame si può ben definire il più antico metallo utilizzato dall'uomo, basti vedere ad esempio gli artefatti di rame risalenti all'8700 aC ritrovati in scavi archeologici, associati alla dea Afrodite/Venere nella mitologia e nell'alchimia, a causa della sua bellezza brillante, il suo antico utilizzo nella produzione di specchi e la sua associazione con Cipro, che era sacro alla dea. Il simbolo elementare alchemico per il rame è anche il simbolo planetario di Venere, come tale, questo simbolo incarna le stesse caratteristiche come l'amore, l'equilibrio, la bellezza femminile e la creatività artistica ... Conservazione delle perle : essendo un materiale organico sono da indossare con la giusta attenzione ... per la loro conservazione e' sempre meglio evitare che vengano in contatto con lacche profumi creme e cosmetici vari e agli agenti acidi anche di alcuni cibi come la frutta (soprattutto gli agrumi), l’aceto e l’alcool. e al sudore della pelle e quindi evitate di indossarle troppo nella giornate troppo calde e durante attivita' sportive ... Conservazione gioielli in rame : il rame per mantenerlo lucido bisogna trattarlo con cura quindi bisogna fare attenzione che non venga in contatto con succo di limone o di altra sostanza acida specialmente se ci sono pietre o perle ... I gioielli vanno puliti con un panno dopo averli indossati ...
Questa è la storia di Manfredo dei Mlòt (detto il Malabraga ) e della sua consorte Romilda
" Le avventure di Manfredo e Romilda "
di Matteo Melotti ( parte prima )
Manfredo dei mlòt, detto il malabraga per le sue brache larghe dal cavallo basso, porta le brache larghe per comodità nei movimenti e per evitare che si strappino sempre sul più bello, oltre al fatto di ostentare come d'uso ed eleganza, stoffa in più del dovuto. Ogni domenica con la sua consorte Madonna Romilda, fanno la loro entrata trionfale in chiesa, come se fosse lui stesso portato in processione a celebrare la messa ... ogni volta la stessa scena ... davanti al sagrato tra saluti fugaci e talvolta volgari urlati da lontano, a qualche contadino di passaggio e ossequi più discreti quasi sussurati a personaggi più altolocati, cavalieri o mercanti, soprattutto frati e chierici, sempre attenti e puntuali a rimproverare la coppia di eccessiva eleganza, come del resto anche il suntore preposto al controllo dell'abbigliamento, per far rispettare le disposizioni riguardo appunto le leggi suntuarie. Ogni maledetta domenica i due artigiani si presentavano alla scalinata della chiesa addobbati come fosse un Papa lui e una Madonna di qualche santuario lei ... e come sempre finiva in battibecco, ormai era d'abitudine anzi quasi un rito, in osteria si diceva che la messa non poteva neppure essere celebrata se prima il malabraga e soprattutto la Romilda non trovava da dire con qualche guardia o qualche comare .... Manfredo oltre alla bottega, presta servizio nella militia della Beata gloriosa Vergine Maria, i frati gaudenti come venivano appellati dai popolani, che avevano il compito di mantere l'ordine pubblico, oltre a dedicarsi ad opere di carità in supporto ad orfani e vedove, spesso vittime delle faide tra le città e le varie famiglie, questa posizione dava al Malabraga un riparo da accuse d'eresia, o altre ritorsioni, che regolarmente incombevano, donandogli una reputazione d'uomo pio benchè decisamente stravagante ... in effetti nonostante tutto, i sospetti e le chiacchere che circolavano riguardo alla coppia erano tante, dalle battute di scherno all'osteria, ad invettive più pesanti e gravi, che più di una volta portarono a conseguenze anche drammatiche, sempre fortunatamente risolte con un lieto fine, complice la protezione che godeva presso l'ordine. Si diceva che oltre ai gioielli, collane, anelli ecc … la coppia d'artigiani confezionassero anche amuleti sottobanco, e il Malabraga avesse rapporti con la setta dei fedeli d'amore e praticassero l'alchimia e la stregoneria, in effetti di scheletri nell'armadio ne avevano parecchi, tra ossa di pollo e teschi d'agnello, in osteria Manfredo era solito intrattenere gli avventori e gli amici con le sue surreali e bizzarre storie, raccontando le sue avventure di quando era in terra santa o improvvisando sonetti accompagnato da qualche trovatore che si fermava in paese per la notte. "Quando mi son sposato io ... Gesù Cristo non era neanche nato ... " così introduceva i suoi racconti, alzandosi in piedi con la coppa d'ippocrasso in mano, con aria solenne come officiasse una funzione, tra le risate e gli applausi, però lo spettacolo a volte veniva bruscamente interrotto, non tanto da qualche lite che scoppiava tra giocatori di dadi ubriachi, prontamente trascinati fuori dalla locanda senza che nessuno se ne accorgesse, tanto erano incantati dalle baggianate del Munificentissimo, altro appellativo che affibbiavano a Manfredo, quando alle irruzioni della Romilda...precedute da un silenzio tombale nell'aia ,dove anche i facinorosi sospendevano i loro sanguinosi duelli, cercando riparo nelle latrine...e un fragoroso ruggito accompagnato da un insistente battere di mattarello sul banco, zittiva tutta la baraonda, lasciando solamente ben distinta la voce biascicata del Malabraga, che concludeva la sua predica congedandosi con gli astanti con l'ultimo brindisi, fosse quasi la sua "ultima cena "..."IL PASSATO è DI MERDA,IL PRESENTE è SICURO,MA PER CHI CI VUOL MALE! ... IL FUTURO è PISCIARE DAL CULO ! "
Questa parure di gioielli composta da collana e orecchini é un pezzo unico realizzata a mano con galle di quercia di knopper piccoli cristalli e ciondoli dorati in ottone nichel free raffiguranti l'albero della vita Le monachelle degli orecchini e la catena della collana sono in ottone dorato nichel free ...
Per i nostri gioielli usiamo le galle di knopper perché hanno anche usi magici, queste galle nodose e con forma bizzarra da sembrare un opera d'arte possono essere usate come amuleti di protezione perché possiedono tutte le stesse proprietà magiche della quercia tra cui forza, fertilità, stabilità, guarigione e fortuna ... oltre ad essere piu rare qui in Italia le abbiamo trovate per caso a Bologna in Emiliaromagna ... nelle altre regioni credo siano poco diffuse ...
Una volta che l'insetto si è completamente formato lascia il nido ( la galla ) che si stacca senza danneggiare la pianta quindi noi aspettiamo il momento giusto per poterle raccogliere da terra ... una volta raccolte le puliamo e le lavoriamo per farne dei gioielli e amuleti ... non le trattiamo con vernici o simili ( anche se alcune sono state dipinte ) quindi temono l'umidità e l'acqua e sarebbe meglio non bagnarle perché potrebbero rovinarsi ...
Orecchini realizzati a mano con l'interno degli zoccoli di cervo ( unghie ) ... spirale in rame e pietre ... diaspro rosso, occhio di tigre, agata verde e cristalli ... monachelle in rame dorato nichel free ...
diaspro rosso
occhio di tigre
agata verde
La " Madonna Romilda "con gli orecchini di unghie di cervo e occhio di tigre